Come un novello Davide armato di sola fionda…

Ho osservato il gigante Golia dei finanziamenti a fondo perduto camminare pesantemente attraverso la valle della morte in cui giaciono il 96,8% delle aziende che chiudono, spesso addirittura nel primo anno di attività.

Mentre i novelli ed inesperti imprenditori si infoiano come dei cinghiali in calore all’idea di avere le tasche che straripano di monete d’oro cortesemente offerte dallo Stato…

Non posso fare a meno di chiedermi: 

 

È davvero questa l’unica via per il trionfo nell’arena degli affari, quando si parte con budget da qualche migliaio di euro o da poche decine di migliaia di euro?

vorrei aprire un'attività ma non so cosa aprire un'azienda aprire un attività aprire un negozio aprire un business aprire un ecommerce

Non fraintendetemi: il denaro che cade dal cielo sotto forma di finanziamenti statali e parastatali ha il suo posto sacrosanto nell’Olimpo delle opportunità imprenditoriali.

Anzi…

Oserei dire che i soldi dovrebbero piovere ancora più copiosi, a beneficio di chi ha l’ardire di trasformare i sogni in una realtà economica, capace di dare nuovi posti di lavoro e generare ricchezza per tutti.

Ma diciamocela tutta…

Non è forse vero che ogni medaglia ha il suo rovescio?

Mentre il beneficio immediato dei finanziamenti a fondo perduto è innegabile, ci siamo chiesti cosa accade dopo, quando il tesoretto si esaurisce e rimaniamo soli a fronteggiare il mercato?

È qui che il Bootstrapping, la scienza di iniziare una impresa in  AUTO-finanziamento, costruendo e testanto un’idea di business che appunto si AUTO – FINANZIA attraverso la vendita, o più spesso la PREvendita della tua idea di business, del tuo servizio e del tuo prodotto…

Ti impedisce di incendiare TEMPO, risorse personali e soprattutto di sprecare l’enorme opportunità che offrono i contributi statali e i finanziamenti a fondo perduto.

Per aiutarti a cristallizzare nella tua mente cosa fa funzionare MALE o addirittura fallire le aziende che nascono da dei finanziamenti a fondo perduto o da dei contributi statali scopriamo…

La “Gloriosa” storia dei Finanziamenti a Fondo Perduto 

-e come questa ha UCCISO l’iniziativa imprenditoriale-

 contibuendo a fare chiudere  il 96.8% delle nuove aziende che perdono nonostante il miglior mercato di sempre.

 

Ebbene si…

Per quanto in tanti Bar si senta dire che ci sia scarsità di risorse, la realtà (numeri alla mano) è che non abbiamo mai avuto un momento storico tanto florido come quello di oggi.

I consumi sono in crescita nella maggioranza dei settori (basterebbe fare un po’ di ricerca online attraverso risorse gratuite offerte da ISTAT o a pagamento offerte da altre aziende che mettono a tua disposizione i loro strumenti di analisi).

Ma non perdiamoci in digressioni ancillari al focus dell’articolo…

L’idea di incoraggiare “il fare impresa” attraverso il sostegno finanziario dello Stato è radicata nella storia economica mondiale, emergendo in varie forme a seconda delle necessità dei tempi.

Fu dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con l’obiettivo di porre fine ai frequenti e sanguinosi conflitti, i politici europei iniziarono il processo che portò alla costruzione di quello che oggi conosciamo come l’Unione Europea.

La Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, fondata nel 1951, fu il primo passo verso una pace duratura.

In seguito, nel 1957, il Trattato di Roma stabilì la Comunità Economica Europea (CEE) segnando l’inizio di una nuova era di cooperazione sempre più stretta in Europa.

Costruendo sul successo del Trattato sul Carbone e sull’Acciaio, i sei paesi fondatori espansero la loro cooperazione ad altri settori economici, formalizzando ciò con la firma di due trattati che crearono la CEE e la Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom), entrambi operativi dal 1 gennaio 1958.

Questi eventi gettarono le basi per i successivi finanziamenti a fondo perduto che avrebbero sostenuto lo sviluppo economico e la ricostruzione dopo il conflitto.

Questi primi finanziamenti a fondo perduto erano intesi come un ponte verso la stabilità economica, un modo per gli stati di catalizzare l’innovazione e il progresso in periodi di incertezza.

Sia che si trattasse di ricostruire le economie devastate dalla guerra, o di stimolare la crescita in tempi di depressione,l’idea dei finanziamenti a fondo perduto si presentava come una bacchetta magica capace di trasformare i progetti imprenditoriali in realtà tangibili.

Nelle decadi seguenti, i governi di tutto il mondo hanno perfezionato l’arte di distribuire questi fondi, cercando di bilanciare la necessità di stimolare la crescita economica con la prudenza fiscale.

Si sono alternati periodi di liberalità con altri di maggiore restrizione, spesso in risposta a cicli economici o cambiamenti politici.

Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, i finanziamenti a fondo perduto si sono spesso trovati al centro di dibattiti accesi.

Le domande sorgono spontanee: questi fondi raggiungono veramente chi ne ha più bisogno?

 Favoriscono l’innovazione o creano dipendenza

E, forse la questione più spinosa, qual è il ritorno sull’investimento per la collettività che con le sue tasse sostiene tali fondi?

In poche parole, per dare questi fondi che 9,9 volte su 10 vengono spesi male e sprecati, lo stato poi (ovviamente) si trova a dover alzare le tasse, alzando la soglia di difficoltà e rendendo più difficile avere successo.

Per farti degli esempi…

Gianni Agnelli, presidente della Fiat dal 1945 al 2003, grazie anche ai suoi agganci politici, ha ricevuto diversi finanziamenti statali, senza i quali la Fiat non sarebbe mai sopravvissuta.

I primi finanziamenti a fondo perduto alla Fiat risalgono alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’azienda era in difficoltà finanziarie a causa dei danni subiti durante il conflitto.

Il governo italiano, guidato da Alcide De Gasperi, concesse alla Fiat un prestito di 100 miliardi di lire, che fu poi convertito in azioni.

Negli anni successivi, la Fiat continuò a ricevere finanziamenti a fondo perduto per sostenere i suoi investimenti in nuovi stabilimenti e prodotti.

Nel 1956, il governo italiano concesse alla Fiat un prestito di 50 miliardi di lire per la costruzione di un nuovo stabilimento a Torino.

Nel 1969, il governo concesse alla Fiat un prestito di 100 miliardi di lire per la produzione della nuova Fiat 127.

Nel 1973, la crisi petrolifera colpì duramente l’industria automobilistica, e la Fiat fu costretta a chiedere un ulteriore aiuto al governo.

Il governo italiano concesse alla Fiat un prestito di 1.200 miliardi di lire, che fu poi convertito in azioni.

Infine, nel 1981, la Fiat fu nuovamente costretta a chiedere un aiuto al governo a causa della crisi economica.

Il governo italiano concesse alla Fiat un prestito di 1.600 miliardi di lire, che fu poi convertito in azioni.

In totale, la Fiat ha ricevuto dal governo italiano finanziamenti per oltre 4.000 miliardi di lire (circa 2 miliardi di euro) SOLO nell’era di Gianni Agnelli.

Conclusione?

I finanziamenti statali alla Fiat hanno sicuramente conservato dei posti di lavoro…

Tuttavia, nonostante questi fiumi enormi di denaro… i finanziamenti non sono stati sufficienti a garantire la stabilità dell’azienda a lungo termine.

Infatti, la Fiat ha continuato a ricevere finanziamenti statali anche dopo aver raggiunto una posizione di “leadership” nel mercato automobilistico italiano, perchè senza essere DROGATA con i soldi dei contribuenti, ogni anno sarebbe stata surclassata dai competitors.

Questo dimostra che i finanziamenti a fondo perduto non sono in grado di risolvere i problemi strutturali di un’azienda e la mancanza di una strategia aziendale che nasce DALLO STUDIO della concorrenza, del mercato; anzi, ricevere soldi IMMERITATI e senza che l’imprenditore abbia dovuto fare PRIMA uno sforzo intellettuale dimostrando che le sue idee funzionano, atrofizza il cervello e ti rende un perdente!

I finanziamenti a fondo perduto possono essere utili per ACCELERARE la crescita di un’azienda che ha dimostrato di avere le carte in regola per generare profitti sul mercato…

Ma non sono in grado di garantire la sua stabilità a lungo termine.

Per questo motivo, è importante che tu inizi sin da subito a lavorare sul tuo mindset, e che abbandoni IMMEDIATAMENTE l’idea di essere un perdente che ha bisogno di aiuti…

Perchè indovina?

Se inizi la tua avventura imprenditoriale come un perdente, ovviamente, finirai per perdere.

Non a caso circa il 56% degli aspiranti imprenditori che ricevono finanziamenti a fondo perduto, chiudono prima del terzo anno e il 96,8% di questo chiudono prima del decimo anno (SENZA aver migliorato la loro situazione finanziaria, ma anzi, ritrovandosi persino spesso con dei debiti personali).

E ripeto…

Basta fare un po’ di ricerca per rendersi conto che nel mercato c’è solo abbondanza in questo momento storico.

Ma allora perchè quasi tutti gli imprenditori che prendono i finanziamenti a fondo perduto PERDONO?

Perchè…

I perdenti avviano le aziende con i Finanziamenti a Fondo Perduto 

i Vincenti lo fanno col Bootstrapping e usano i Contributi Statali alle aziende SOLO quando il business già funziona…

Il vero spirito imprenditoriale si riconosce nella capacità di far leva sulle proprie risorse e competenze per dare vita a un’impresa.

Questo è l’essenza del bootstrapping: iniziare piccoli, con un budget limitato, e crescere grazie alla propria astuzia e alla capacità di reinvestire i guadagni generati dall’attività.

I vincitori nel mondo degli affari comprendono l’importanza di costruire su fondamenta solide e autonome, piuttosto che affidarsi a sostegni esterni che possono venire meno da un momento all’altro.

Nel contesto dei finanziamenti a fondo perduto, è facile cadere nella trappola della dipendenza da queste risorse, perdendo di vista la necessità di un modello di business sostenibile e resiliente.

I veri imprenditori di successo non usano  MAI questi contributi come punto di partenza, ma come acceleratore una volta che il loro business è già in moto e dimostra di funzionare.

In questo modo eviti di sprecare l’opportunità di avere dei soldi EXTRA e garantisci a te stesso tutto il successo che meriti.

Perchè?

Perchè quando impari a cavartela senza banche, senza fondi e senza finanziamenti a fondo perduto, acquisisci un certezza interiorire e un potere personale, che ti rendono libero, REALMENTE INDIPENDENTE e attrattivo per la clientela.

L’approccio bootstrapping spinge gli imprenditori a essere innovativi, a ottimizzare le loro risorse al MASSIMO, a rimanere agili e ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.

Questo percorso, sebbene possa essere più impegnativo all’inizio, premia con un controllo assoluto e una comprensione più profonda del proprio business.

In conclusione, mentre i finanziamenti a fondo perduto possono sembrare una scorciatoia attraente, spesso conducono a un vicolo cieco.

Al contrario, il bootstrapping si rivela essere la superstrada per gli imprenditori che mirano al trionfo duraturo.

Come il Bootstrapping Vince a mani basse contro i Finanziamenti a Fondo Perduto

Nel confronto tra bootstrapping e finanziamenti a fondo perduto, si svela una verità fondamentale: l’approccio imprenditoriale può fare la differenza tra una vittoria luminosa e un fallimento eclatante.

Mentre i finanziamenti a fondo perduto possono offrire una boccata d’aria fresca temporanea, il bootstrapping costruisce la capacità di un’azienda di nuotare controcorrente e prosperare nel burrascoso e IPER competitivo mercato di oggi.

Il bootstrapping educa l’imprenditore alla disciplina, all’efficienza e all’innovazione.

È un GIUSTO test di resistenza, dove ogni centesimo è ottimizzato e ogni strategia è rigorosamente testata per conquistare il mercato reale -e dimostrare di essere meritevole di ricevere finanziamenti-.

Questo approccio non solo avvia un’azienda ma la tempra, assicurando che possa resistere alle fluttuazioni economiche e ai cambiamenti di mercato.

I contributi statali, se usati correttamente, possono amplificare il successo già ottenuto.

Ma il bootstrapping rimane il cuore pulsante dell’iniziativa imprenditoriale, l’incudine su cui si forgia il vero spirito di un’azienda vincente.

L’obiettivo non è semplicemente sopravvivere, ma prosperare – e per fare ciò, un imprenditore deve imparare a correre prima di volare.

Per farti un esempio pratico…

Quando avevo 20 anni, ero proprietrio di una pasticceria che finanziai proprio in questo modo.

Avevo solo 15.000€ con cui pagai un consulente e comprai giusto le prime cose. 

Non presi ne finanziamenti dalle banche, ne finanziamenti a fondo perduto.

Basai tutto sulle mie forze…

E anche se quasi tutti dicevano sarei durato solo un mese, in realtà, quella pasticceria non solo è durata più di 10 anni, ma ha anche prosperato in diversi momenti della sua vita. 

Inizialmente mi ero scelto un negozio vicino ad una discoteca, che aprivo anche di notte (quando ancora era appena stata legalizzata l’apertura notturna, prima non si poteva fare).

Fui il primo ad aprire di notte nel raggio di 30 km…

Ma non mi limitai a quello.

Nello specifico facevo degli eventi speciali a porte chiuse, partecipavo a fiere cittadine e ad eventi comunali e questo mi ha permesso di conoscere una giornalista del principale giornale cittadino, che sapendo dei miei “strani” orari di apertura, mi fece un articolo SENZA farmi pagare nulla.

Era una notizia per la città…

E la cosa non passò come una pubblicità, ma per quello che era: una notizia.

Le notizie vendono molto di più delle pubblicità…

Ed in effetti le vendite aumentarono … e di parecchio.

Ma non contento, feci preparare delle presentazioni di una nuova liena di dolci, allestii il negozio in un modo particolare e prevendetti dolci per oltre 5000€, che ho poi utilizzato per lanciare un ecommerce.

Non dico che sia facile…

Infatti, è una scienza, la scienza di diventare imprenditori.

Altresì…

Quando ho avviato delle linee di prodotto o dei progetti con dei soldi dei finanziamenti a fondo perduto, sono andanti male… o comunque hanno portato risultati poco gratificanti e che non sono assolutamente valsi lo sbattimento.

Infatti…

Se fai azienda, dovresti come minimo mirare a guadagnare 10 volte lo stipendio di un dipendente, altrimenti che cavolo lo fai a fare?

Non ha proprio senso studiare, imparare, rinunciare al relax… Se poi questo sacrifico non ti da indietro dei premi 10 volte più grandi rispetto al tuo impegno.

Nel concreto, quando ho ristrutturato il negozio con i finanziamenti a fondo perduto ad esempio, ho fatto una cagata pazzesca.

È vero…

L’arredamento era nuovo, ma avendo avuto dei soldi che non mi ero sudato, presi la ristrutturazione con leggerezza e questo mi impedii di fare un arredamento che mi aiutasse a vendere al mio pubblico di riferimento.

Feci un’arredamento che poteva piacere a me… Ma ai clienti pareva troppo asettico, impersonale e minimalista per una pasticceria. 

Persi vendite e per fortuna che avevo l’ecommerce. Altrimenti sarei finito in difficoltà

Per dirtene un’altra, oggi ho diversi amici e anche clienti con aziende di successo…

E vuoi sapere una cosa?

Nemmeno uno di questi è partito con dei finanziamenti a fondo perduto.

Nemmeno uno.

Dagli impianti fotovoltaici, alle consulenze, ai negozi su strada… 

Nessuno delle centinaia di imprenditori di successo che conosco, tra amici e clienti, ha fatto partire la sua azienda con i finanziamenti a fondo perduto.

Magari li hanno presi dopo per accelerare la crescita.

Ma sono partiti TUTTI in bootstrapping o quasi totalmente in Boostrapping

Insomma…

Dalla mia esperienza con una famiglia di 3 generazioni di imprenditori, unita allo studio empirico in oltre 15 anni di “disonorata carriera” come imprenditore, sai che ti dico?

Guardando al futuro, il bootstrapping non è solo una metodologia di sopravvivenza; è la scienza che continuerà a far nascere e crescere nuovi imprenditori di successo anche nel futuro. 

In un mondo in rapido cambiamento, dove l’agilità e l’innovazione sono valute sempre più preziose, le imprese che adottano il bootstrapping sono meglio attrezzate per adattarsi ai repentini cambiamenti del mercato.

Per sostenere una crescita economica duratura, è necessario un cambio di paradigma. 

Se non incominci a diventare una di quelle persone convinte che con il giusto impegno ce la farai senza l’aiuto di nessuno, perdi.

Nell’imprenditoria non esiste il pareggio.

Non esistono i grigi.

O vinci…

E dai vita ad un’azienda che ti migliora la vita e ti permette di realizzare i tuoi sogni.

O perdi…

E torni dopo qualche anno sconsolato a fare il dipendente. 

Se sei abbastanza sveglio e intelligente…

Alla fine di questo articolo, ti sarai reso conto dalla conoscenza più oculata dei finanziamenti a fondo perduto che l’imprenditoria premia il successo e l’autosufficienza piuttosto che il semplice bisogno, o almeno mi auguro per il tuo bene che sia così.

Perchè porca di quella zozza maiala…

Nel caso in cui tu sia ancora convinto di dover chiedere dei finanziamenti a fondo perduto per avviare la tua azienda  -o lanciare il tuo progetto-, a questo punto temo di doverti etichettare con soprannomi che ti starebbero poco simpatici.

Insomma, anche se vuoi prendere i finanziamenti a fondo perduto, prima di aver fatto funzionare il tuo modello di business… ti voglio bene come se tu fossi normale.

So che la pillola magica…

Il risultato immediato…

E i finanziamenti a fondo perduto sono più accattivanti, rispetto ad andare a lavorare.

Però mettiamoci d’accordo…

Se poi perdi soldi, la tua azienda fallisce, o il tuo progetto va male, non andare in giro a dire che c’è crisi…

“Che la tua città è malfamata”…

“Che sei in una zona depressa”…

“O che lo stato è cattivo perchè le tasse sono alte”…

Okay?!

Se invece sei sveglio e hai ti sei reso conto di quanto siano preziose le informazioni che hai letto in questo articolo, ti ricordo che puoi fare il prossimo passo e avere 100 volte più valore con pochi spiccioli, acquistando il mio libro “Che Cavolo Apro” su questa pagina.

E si…

Se sei tirchio, diffidente, o troppo pigro per impegnarti a leggere un libro intero, puoi sempre scaricare gratis il primo capitolo inserendo i tuoi dati qui sotto. 

In definitiva, potrebbe essere il momento di passare da una cultura del “sostegno a prescindere” a una del “sostegno al merito”, incentivando gli imprenditori a costruire imprese resilienti e autosufficienti fin dall’inizio.

 

Andrew

L’Esperto di start up in bootstrapping numero 1 in Italia


Autore di:

Il Vangelo del Community Marketing

Che cavolo Apro

E alti

Asmatico leader della community Che Cavolo Apro (vieni a sbirciare qui su Facebook)

Ideatore del sistema di Community Marketing originale #1

“Architetto” dietro la creazione di C.Plan Atomico – la tua cassetta degli attrezzi fatta su misura per te, la tua città, il tuo settore e il tuo business, per fare esplodere il tuo conto corrente a causa degli eccessivi incassi

Inventore del Direttore Clienti – Il TUO dirigente semi-automatizzato per educare i TUOI clienti ad eseguire ordini e a comprare mettendosi sull’attenti ad ogni tuo comando