Chi è lo Zio Andrew ? Ed è davvero il Primo Esperto di Lanci in Bootstrapping in lingua italiana?

Ricordo ancora le luci leggere come quelle di un monastero…

Il trillo della campanella che suonava e lo schiocco dei tacchi, quando entravano i clienti…

Mhmhmh… il profumo di metallo dei marmi antichi.

Occhi brillanti, orecchie spalancate e amore incondizionato col moccolo al naso.

Così ho vissuto il primo contatto con il mondo dell’imprenditoria alla tenera età di 5 anni, quando passavo i sabati e le domeniche nel negozio del nonno in Foro Bonaparte in centro a Milano. 

Sembra ieri…

Eppure sono passati decenni.

Mamma e papà facevano di tutto pur di non sentirsi in imbarazzo con il nonno, ma ogni volta che andavamo a trovarlo convincevo tutti a lasciarmi li con lui.

Probabilmente avevo rubato con gli occhi le sottili tecniche di vendita, che il nonno usava per smerciare pezzi d’antiquariato da centinaia di milioni di lire…

In genere non ero un bimbo troppo emotivo.

Piangevo poco, mi lamentavo poco e sorridevo altrettanto poco.

Ma…

Quando ero lì, attorniato da persone della Milano bene degli anni 90′, sentivo il cuore scoppiare di gioia. 

C’era chi ostentava ricchezza, ma anche chi all’apparenza avrebbe potuto sembrare un barbone pur essendo miliardario…

Ma ciò che accumunava TUTTI i clienti di Nonno Diego, era l’amore per la cultura, l’arte e la storia.

E a proposito di storie…

Il nonno era un fuoriclasse ad usarle. 

Ne utilizzava meno di una decina e raccontava sempre quelle, eppure sembrava che i clienti non si stancassero mai di ascoltarle. 

Quando parlava sembrava di essere davanti ad una stella del cinema.

Il calore, il tono, i cambi di ritmo…

Nonno usava la voce come un pianista che accarezza i tasti del piano nel modo e al momento giusto. 

Il nonno muoveva il corpo e usava l’espressività del viso, con un tale magnetismo, che le persone non potevano proprio fare a meno di fidarsi di lui. 

Credimi…

Una giornata con Nonno Diego valeva come 10, 15 anni di scuola.  

Ed è per questo forse che a scuola mi annoiavo tremendamente. 

Mi sembrava si perdesse un sacco di tempo e che non si andasse mai al sodo, su cosa serva davvero per vivere una vita ricca, piena di soddisfazioni e successi umani.

Amavo studiare…

Come avrei potuto non amare lo studio, dato che Nonno Diego aveva enormi librerie da cui attingeva per studiare quotidianamente?

Nei primi anni non ero molto regolare nello studio.

Ma mi piaceva farlo…

Soltanto che mi piaceva farlo quando potevo studiare quel che volevo io.

Libri di leadership, crescita personale, auto aiuto, vendita, comunicazione e psicologia…

Sono stati la mia guida, soprattutto nell’età dell’adolescenza, dove venivo puntualmente preso in giro da amici e compagni di scuola, con cui molto spesso finivo per fare a botte. 

Un po’ le prendevo e un po’ le davo…

Ma di certo non ci stavo a farmi mettere sotto.

Farsi sottomettere per me sarebbe stato come un rinnegamento degli insegnamenti del nonno.

E poi, diamine…

Il nonno era appassionato di biciletta, scalate in montagna, ed arrampicate, come per tutto lo sport in generale e quindi me ne aveva sempre fatto fare un sacco.

Morale?

Non ero certo un gracile bambino indifeso, anzi, tutt’altro.

Anche se ogni tanto mi facevano qualche occhio nero, stai sicuro che chi mi importunava aveva dei lividi a sua volta. 

Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono passati in fretta…

E la presenza (ma soprattutto l’istruzione) del nonno, mi hanno permesso di uscire indenne da una situazione complicata con i miei genitori. 

Erano imprenditori anche loro…

Ma non avevano la stessa tempra e lo stesso tocco del nonno – senza contare che andavano poco d’accordo, motivo per cui si sono separati quando avevo ancora 10 anni. 

Mamma e papà vivano il denaro come se fosse una risorsa scarsa e per quanto potessero guadagnare bene, sembrava che i soldi in casa non bastassero mai. 

Ci sono voluti anni prima che imparassi a sovrascrivere questa convinzione INCONSCIA che mi era stata passata in buona fede, ma per fortuna, prendendo esempio dal Nonno (ricercando e studiando come fare) ho superato anche questa. 

Come direbbe qualcuno:

È la testa che ci rende ricchi ed è sempre la testa che ci rende poveri.

Ho aperto la mia prima azienda a 19 anni.

Ero responsabile al marketing di reparto nei supermercati Esselunga a quel tempo e anche se gli amici mi invidiavano per circa 3000€ al mese che mi mettevo in tasca mensilmente, io ero INSODDISFATTO.

Ero convinto di meritare MOLTO di più, perchè il nonno mi aveva insegnato a pensare in grande…

Solo che ero finito a fare il dipendente per fare contenta la mamma, che mi voleva vedere col “posto fisso” nonostante fosse un imprenditrice.

Per fortuna è durata poco…

Ricordo ancora la telefonata di zia Cinzia.

-Pronto.

-Andrew, siediti un attimo e stai tranquillo per favore, okay?

Le lacrime all’improvviso hanno iniziato a solcarmi sil viso  e ho capito immediatamente il motivo per cui da un paio di giorni mi sentivo debole, spossato e perso, come se all’improvviso mi mancasse una parte di me, ancora prima di sentirmi dire quelle ORRENDE parole.

-Dimmi…

– Il Nonno non c’è più, è venuto a mancare ieri notte.

Mi sentivo un verme. 

Lasciai il lavoro e vagai per una quantità di ore indefinite camminando mentre piangevo a dirotto per le strade di Milano.

Non ho nemmeno idea di che giri io abbia fatto.

Ricordo soltanto il dolore ai polpacci del giorno successivo…

Gli occhi che sembravano voler rotolare fuori dal viso per lasciarsi cadere per terra…

E lo stomaco secco, arido e appannato, come il deserto nelle ore di punta.

Mi colpevolizzavo per non essere stato abbastanza presente nei suoi ultimi anni di vita.

Sapevo di essere stato egoista…

Mi rendevo conto che, in un certo senso, fosse anche giusto così e che era esattamente quel che nonno Diego avrebbe voluto facessi, quando era ancora completamente lucido.

Ma…

Avevo bisogno di dare un senso a quel dolore, avevo bisogno di trovare un modo per far si che quel dolore devastante servisse a qualcosa. 

Così l’ho fatto. 

Mi sono licenziato (finalmente) e mentre tutti mi davano del pazzo, ho rinunciato all’unico contratto di lavoro che abbia mai cercato ed ottenuto, nel bel mezzo della crisi del mercato immobiliare.

A quel tempo a sentire i mass media, si suicidavano imprenditori a causa dei loro fallimenti ogni giorno (non sto scherzando, i giornali parlavano quotidianamente di imprenditori suicidati).

Ma a me non importava…

Il dolore della perdita era troppo forte, perchè della carta straccia potesse fermarmi. 

Dai 5 ai 15 anni il nonno mi aveva fatto sognare che avremmo avuto un’azienda insieme, non appena io fossi diventato grande. 

Nonno Diego era un gran goloso…

Patito perso dei panettoni artigianali, del gelato e della cioccolata fondente di alta pasticceria. 

Sapeva che vendendo dolci avremmo potuto fare gassi margini di profitto e rendere felici un sacco di altri golosi come lui.

Il piano che purtroppo non ha mai potuto divenire realtà, era quello di trasferirmi TUTTE le sue conoscenze e di usare la sua influenza per farmi arrivare i migliori clienti della città.

Io avrei fatto dei dolci da sogno…

E lui avrebbe fatto il mentore imprenditoriale e l’enorme “fatica” di essere la cavia che assaggiava per primo i miei dolci. 

Avevo solo poco più di 10.000€ di risparmi, che non sarebbero bastati nemmeno per comprare mezzo forno…

Figurarsi per aprire una pasticceria. 

Ma ero determinato e nulla mi avrebbe fermato. 

È stato allora che ho scoperto il Bootstrapping

Oramai mi ero licenziato…

Non avrei MAI potuto fallire, visto quel che c’era in palio a livello emotivo.

Cercavo e studiavo come un matto tutto il giorno…

Ricordo che spesso mi addormentavo sul tavolo della cucina, mentre leggevo e cercavo TUTTI i modi possibili per trovare i soldi (circa 90.000€) che servivano per lanciare la mia azienda con cui avrei venduto pasticceria. 

Fondi a fondo perduto…

Finanza agevolata…

Prestiti per i giovani…

Nessuna di queste FALSE promesse a quel tempo, si era dimostrata una VERA soluzione valida, per avre quei dannati soldi. 

Fino a quando, appunto, non ho scoperto questa “parolaccia” proveniente dall’america…

Il Bootstrapping

Il nonno mi aveva raccontato spesso che gli americani sono  molto più bravi a costruire aziende di successo e che avevano una tecnologia di business molto più avanzata della nostra.

Mi portava spesso da Mc Donald anche se odiava il cibo spazzatura, perchè era affascinato dai loro sistemi di business e cercava di trasferirmi in modo semplice l’importanza di rendere replicabile un business.

Non sai quanto ridere vedere il nonno sputacchiare le caremme dentro al gelato Mc Flurry…

Era come se ogni momento passato insieme al nonno, fosse legna ardente al centro dello stomaco.

Bruciava forte, scoppiettava e nemmeno il diluvio universale avrebbe potuto fermarlo.

E quando ho sentito questa modalità poco o per nulla conosciuta in Italia, per lanciare prodotti, servizi, o aziende

Mi si sono allargate le spalle, il petto miè  si aperto come un’orchidea e il mio cuore ha sentito di aver trovato esattamente quello che stavo cercando.

Il Bootstrapping – La scienza di costruire il pacchetto clienti prima di fare investimenti. 

Ovviamente “costruire il pacchetto clienti prima di fare investimenti” è bel lontano da essere un morto di fame senza un soldo…

E in ogni caso qualche soldo ce lo devi avere comunque. 

Ma…

Per darti un’idea: al posto di investire 90.000€ per aprire la pasticceria, usando questa modalità di avviamento mi sono bastati i 10.000€ che avevo.

Ti spiego come funziona. 

Al posto di seguire il percorso che solitamente seguono gli imprenditori italiani (fallendo nell’80% dei casi prima del quinto anno di azienda -dati ufficiali della camera di commercio-), così strutturato:

1-Ricerca di mercato (area geografica, quantità di potenziali clienti disponibili, reddito procapite dei potenziali clienti, ecc…);

2- Studio Della concorrenza DIRETTA (ES: voglio aprire una pasticceria, spio le altre pasticcerie);

3-Scelta dei prodotti, dei servizi, dei packaging e dei brand;

4-Definizione del Budget;

5-Reperimento dei fondi (ES: prestito, investitori, risparmi personali);

6-Scelta della forma giuridica (ES: ditta individuale, SRL, ecc…);

7-Scelta del posto in cui aprire il business (ES: via di riferimento nel caso di un negozio fisico, o spazio di sviluppo nel caso di un negozio digitale -Wordpress, Shopify, ecc..-);

8-Se il locale era già avviato si fanno quasi sempre delle modifiche, mentre se è ex novo si arreda e poi si apre;

9-Si spera che entrino clienti e a volte si fa qualche pubblicità spesso (quasi sempre) pessima, studiata male e che fa più danni dei benefici che porta…

Con il Boostrapping fai la cosa più sensata e intelligente, in un contesto di IPER saturazione e concorrenza, come quello in cui si trova il mercato di oggi, ANCHE se avresti i soldi per fare alla vecchia maniera.

Qual’è questa cosa più sensata e intelligente che arriva dall’america con il nome di Bootstrapping?

Semplice guarda…

Si struttura così:

1-Ricerca di mecarto (area geografica, quantità di potenziali clienti disponibili, reddito pro-capite dei potenziali clienti, ecc…);

E dal punto due cambia tutto, perchè…

2- Oltre a studiare la concorrenza diretta, studi ANCHE la concorrenza indiretta (ES: studi si le altre pasticcerie, ma soprattutto dove altro spendono i soldi le persone che hanno voglia di un peccato di gola ES: distributori automatici, Uber e le altre applicazioni di consegne a domicilio, i prodotti più venduti al supermercato, ecc-);

3– Scelta dei prodotti e dei servizi (NON dei brand in questa fase);

4- Scelta delle modalità di gestazione dei clienti, del mood dell’azienda e dei tuoi valori aziendali;

5- Incominci ad acquisire clienti PAGANTI (NON promesse di pagamento, clienti PAGANTI) e stai FERMO al punto 5 finchè vedi che sei in grado di acquisire clienti in maniera ripetibile, correggendo se necessario il prodotto o servizio per venderlo con ALTA marginalità.

6- Appena hai i primi clienti paganti (la quantità di clienti dipende dal business), individui il budget per arrivare ad avere tutto perfetto,  ma soprattutto il minimo indispensabile per partire;

7-Reperimento dei fondi (ES: prestito, investitori, risparmi personali) –SPOILER: quando hai i primi clienti paganti è molto più facile trovare chi ti finanzia;

8-Scelta della forma giuridica (ES: ditta individuale, SRL, ecc…);

9-Scelta dei brand e del volto aziendale;

10-Scelta del posto in cui aprire il business (ES: via di riferimento nel caso di un negozio fisico, o spazio di sviluppo nel caso di un negozio digitale -Wordpress, Shopify, ecc..-);

11-Se il locale era già avviato si fanno quasi sempre delle modifiche, mentre se è ex novo si arreda o si costruisce il sito nel caso di un business liquido;

12-Si fa un‘inaugurazione “a porte chiuse” con i clienti  che hai già acquisito e li si invita a portare amici, parenti e persone simili a loro con dei regali;

13-Durante l’inaugurazione si fanno delle attività per moltiplicare quei clienti;

14-Si apre facendo delle pubblicità che hanno senso grazie alle informazioni che hai raccolto nella fase di costruzione del primo pacchetto clienti (spesso non è nemmeno necessario pubblicizzare) e si festeggia il successo.

Quando ho scoperto il Bootstrapping ho capito che era impossibile fallire e che avrei avuto successo al 100%.

Per essere sicuro che tu abbia capito, ti mostro come ho applicato questa cosa al mio caso specifico…

Tieni presente che è soltanto un esempio e che oggi io e miei soci, abbiamo usato il sistema del Bootstrapping con decine e decine di clienti, per lanciare prodotti, servizi e aziende, nei settori più disparati.

 

Dunque.

Tornando al mio caso, ero elettrizzato e pieno di energia quando ho scoperto che “il sogno americano” è tutt’altro che una favola, ma una solida realtà quando lanci aziende, prodotti e servizi in Bootstrapping. 

Ho iniziato a lavorarci sopra subito…

Facendo delle partnership inizialmente con dei bar in provincia di Milano, ai quali promettevo di portare clienti paganti negli orari morti, in cambio della loro disponibilità a farmi usare il loro forno e a dividere il cassetto.

Chiaramente non è stato scontato convincerli…

Ma per me era davvero fondamentale aprire un’azienda, lo facevo per realizzare il sogno del nonno e in ogni caso i Bar non avevano nulla da perdere.

Se portavo clienti, non mi avrebbero dato nel il forno, ne avrei preso soldi da loro.

Se li avessi portati, loro si sarebbero fatti conoscere da nuovi clienti in orari morti.

Dal punto di vista di ASL, regolarità della cosa, ecc… c’è modo di fare tutto. 

Una volta che avevo preso accordi, creavo un aperitivo degustativo che era un’assoluta novità per il 2010/2011, dove le persone pagavano per degustare abbinamenti di vini e birre con dei dolci inediti (i miei dolci) e scoprire materie prime da tutte le parti del mondo…

Burro francese;

Vaniglia di Tahiti;

Grani antichi;

Cacao Indiano;

Ecc, ecc, ecc…

Per riuscire a portare le persone a questi eventi usavo marketing diretto cartaceo e social network (era il 2011 e penso di essere stato il primo o uno dei primi a studiare ed APPLICARE il marketing diretto alle attività fisiche in Italia)

Le persone in città andavano letteralmente matte per questo format, dove arrivavo con dei dolci fatti nel laboratorio di pasticceria di un mio partner secondo le mie ricette. 

Mi sono bastati 3 eventi in 3 locali diversi per aggiustare le ricette, farmi apprezzare e conoscere dalle prime persone in città e avere una base solida di clienti. 

Dopo aver raccolto i dati di queste persone, ho continuato a comunicare con loro per 3 mesi, mentre sceglievo il locale e trovavo macchinari e arredamento usati per partire.

I lavori nel locale sono riuscito a farli senza finanziamenti bancari, perchè ho contrattato con un’azienda edile e mi sono accordato per pagare dilazionato in 6 mesi.

Per me era importante avere dei soldi in cassa in modo da poter essere tranquillo per un po’ di mesi, anche se non avessi lavorato come mi aspettavo.

Ovviamente mentre facevo i lavori, arredavo il locale e incuriosivo i clienti, ingolosendoli e creando aspettativa con novità costanti…

Ho aperto anche la partita IVA (se tornassi indietro cambierei commercialista e se vuoi evitare di fare i miei errori puoi provare a schedulare un appuntamento su questa pagina).

Ed infine ho aperto e l’ho fatto in una data perfetta, dopo aver fatto un’inaugurazione meravigliosa DOVE LE PERSONE HANNO COMPRATO un sacco di dolci.

Era novembre 2011 .

Poco prima di natale, periodo veramente d’oro per i dolci.

Non ti dico il successo.

Ho persino potuto fare a meno di fare pubblicità per i primi sei mesi, perchè il lavoro di duplicazione dei clienti fatto nell’inaugurazione ha funzionato così bene…

Che la novità è arrivata anche all’orecchio di una giornalista di un giornale locale molto letto a quel tempo, la quale ha scritto un articolo (senza che io pagassi, ne sapessi nulla), da cui poi sono arrivati anche un sacco di altri clienti.

Qui sotto vedi la foto con la giornalista del Gazzettino di Sesto San Giovanni del tempo…

 

Insomma, questo è il Bootstrapping, ed è così che ho lanciato TUTTE le mie aziende, i miei prodotti e miei servizi, oltre a quelli dei miei amati clienti di successo.

Se vuoi diventare uno di questi, verifica se è disponibile in questo momento una prima sessione conoscitiva su questa pagina.

Eheh…

Ferma!

Ovviamente non è che tutte le mie iniziative siano state sempre un successo e che la mia vita imprenditoriale sia stata tutta rose e fiori.

Dato che la cosa più importante sei sempre TU, la chiarezza che hai su quel che vuoi dalla vita e la coerenza con cui vivi la tua quotidianità…

Come tutti, ho pagato lo scotto ogni singola volta che mi sono defocalizzato, ogni volta che ho perso la visione e ogni volta che per mille ragioni ho voluto cambiare idea.

Devi sapere che la mia prima azienda di pasticceria che ho aperto a 20 anni è stata avviata con quello che pensavo fosse il mio migliore amico...

Ahi, ahi, ahi…

Eravamo due teste di C***O giovani e inesperti ed è così che abbiamo rovinato l’amicizia e che ho rischiato di mandare a prostitute la mia prima azienda. 

Purtroppo avevo accettato la richiesta di questo ragazzo volenteroso che si era proposto di aiutarmi e di essere soci in questa cosa, soltanto perchè era mio amico.

Non sapeva nulla di business, la sua famiglia era una famiglia di operai e nemmeno era preparato sulla pasticceria.

Avevo accettato soltanto perchè vedevo la mia stessa voglia e fame nella luce dei suoi occhi.

Grave errore…

Errore che mi è costato altro dolore umano, pianti in silenzio e TANTO, TANTO, tanto tempo perso per regolare i conti senza mandare in vacca il lavoro che avevo fatto correggendo i miei e i suoi errori. 

Non è che fosse un ragazzo cattivo…

Semplicemente era impreparato imprenditorialmente e sopravvalutava il suo impatto sul successo del business, sottovalutando per contro la sua impreparazione imprenditoriale.

Per dirtene una…

Dopo il glorioso natale di avviamento, voleva che offrissimo da bere a tutta la compagnia con cui uscivamo, cosa che era OVVIAMENTE un capriccio da ragazzino irresponsabile, visti gli impegni che dovevamo ancora sostenere. 

Ma per fortuna, litigando purtroppo, alla fine ci siamo accordati e ho salvato l’attività.

Non contento ci ho provato di nuovo, diverse volte. 

Ed ogni volta che ho inserito dei nuovi soci, ho imparato delle lezioni di business che hanno certamente rischiato di farmi saltare per aria, che mi hanno fatto piangere, arrbbiare, preoccupare, ma anche e soprattutto crescre.

Sarò sincero…

Sono stai proprio i momenti di crisi profonda a COSTRINGERMI a crescere.

Il bello di quando sei imprenditori è che o ti evolvi, oppure torni a fare il dipendente.

Non ci sono altre vie di uscita.

Il business ti mette nella condizione di connetterti profondamente con il tuo essere, con la parte più profonda e divina di te.

La parte primitiva…

Permettendoti di sviluppare il sesto senso, l’intuito, l’ingegno.

Ed in effetti, se ci fai caso, gli imprenditori di successo sono quasi TUTTI persone molto effervescenti spiritualmente e con un’anima molto evoluta.

Fare business…

Ti mette nella meravigliosa condizione di essere RESPONSABILE al 100% delle tue sorti. Nel bene e nel male.

Quando fai bene vivi 1000 volte meglio di un direttore di banca, o dei manager più pagati al mondo.

Quando fai male, hai la meravigliosa opportunità di crescita che mai e poi mai avresti avuto facendo il dipendente.

È stato proprio in cui momenti di crisi nera che ho acquistato formazione da

Dan Lok,

Frank Merenda,

Marco Lutzu,

Big Luca,

Roberto Re,

Jordan Belfort

E molti, molti altri formatori di spicco a livello internazionale…

In questi momento di crisi ho letto e leggo più libri del solito.

In questi momenti ho conosciuto persone straordinarie come il mio socio Alessandro Franzoni, imprenditore pluri milionario nel settore dell’edilizia…

Non che amico fidato e “mago” strategico dietro a molti successi che ottengono i nostri clienti.

 

Attività da aprire nel 2024

Ed è sempre in questi momenti che accadono le magie.

Ad esempio era già un po’ che avevo alcuni clienti paganti a cui offrivo servizi di affiancamento per lanciare insime a loro servizi, prodotti e aziende di successo con il Bootstrapping

Ma è stato nel 2020, durante il periodo del COVID, che questa si è convertita nell’attività che porto avanti ancora oggi con i miei straordinari soci e collaboratori.

Vedendo le mie iniziative crescere e andare sempre meglio…

Molti imprenditori mi chiedevano di aiutarli ad applicare le mie strategie di Bootstrapping anche alle loro attività online e offline.

Avevo anche messo in piedi un blogghettino, ma sinceramente non ho mai nè spinto, nè seguito bene la cosa…

Finchè avevo la mia pasticceria e il mio ecommerce da gestire, dove lavoravano stabilmente 7 collaboratori e in cui si arrivava a superavamo la decina nei periodi di festa.

Fino a quando…

Ahimè…

La gestione dei collaboratori è divenuta insostenibile e il rapporto con i clienti invivibile a causa del COVID.

Sinceramente…

Grazie all’ecommerce le vendite e i profitti erano anche in crescita, tanto che stavamo vendendo qualcosa anche all’estero, ma la mia salute mentale per me è più importante del fatturato.

Così, dopo aver passato 10 anni erotti di successi e momenti di profonda crescita, a malincuore, ho cessato la mia attività e mi sono trasferito all’estero.

Inizialmente ero veramente scoglionato…

Lo ammetto.

Avevo persino perso un po’ di fiducia nel futuro e mantenendo saltuariamente quei clienti che mi cercavano senza che io facessi nulla, ho bighellonato alla ricerca di stimoli e nuove amicizie e stimoli.

In quel periodo ho conosciuto Emanuela Caressa…

Una donna profonda, delicata e con cui condividevamo il disappunto per lo schifo che si è visto in quel periodo.

Emanuela fa eventi assurdi, ahimè penso sempre pagata meno di quel che meriterebbe (anche se guadagna decentemente) per brand come Armani, Azimut, Gucci e molti altri.

Mi sono innamorato di lei abbastanza velocemente…

Non è stato uno di quegli innamoramenti da ragazzini di 15 anni.

È stato qualcosa di più maturo, profondo e cinico.

 Ciò che mi è piaciuto da subito di Emanuela è stato il coraggio

La seconda sera che siamo usciti, ha “insultato” una ragazza ad un tavolo perchè non se ne andava liberando il posto, nonostante fosse li senza consumare nulla da mezz’ora.

Ad alcuni potrebbe sembrare un atteggiamento arrogante ed esagerato…

Ma non lo è.

Al contrario è una mancanza di rispetto tenere un tavolo occupato in un locale in cui c’è la coda, senza consumare nulla, ed Emanuela al posto di pensarlo senza dire nulla, lo ha detto chiaramente alla tipa seduta al tavolo.

Morale, ho riso imbarazzato e 5 minuti dopo il tavolo era finalmente libero.

Nel rapporto di coppia pensavo davvero di aver trovato la donna della mia vita…

Ma purtroppo lo stesso coraggio che Emanuela ha nel dire le cose in faccia alle persone, non si è dimostrato tale in quello che era il piano di vita insime.

Ovvero?

Ovvero rifarci una vita all’estero sviluppando un futuro uniti…

Cosa che per carità, è stata poco semplice anche per me, quindi la capisco.

Ma sta di fatto che le è mancata la forza e il coraggio per trovare la pazienza con cui io ho praticamente raggiunto da solo quello che era il nostro obiettivo.

Con il pensiero ci ha provato diverse volte, ma nei fatti..

 

Oggi Emanuela è un’amica e una partner, che mi permette di installare nelle aziende fisiche e digitali dei clienti, dispositivi per intrattenere e far divertire così tanto i tuoi clienti, che non vorranno mai più smettere di comprare.

Grazie ad Emanuela tal volta possiamo erogare servizi speciali in loco in Italia, per massimizzare l’efficienza delle strategie di Bootstrapping con cui lanciamo prodotti, servizi ed aziende di successo. 

Perciò complimenti!

Se hai intenzione di avviare un’attività, un business online, lanciare nuovi prodotti, o servizi, per aumentare il tuo fatturato e soprattutto il tuo profitto, lo zio Andrew e i suoi soci sono senza ombra di dubbio il partner ideale per la tua crescita imprenditoriale.

Che tu sappia cosa lanciare…

Ma soprattutto se non vorresti aprire un’attività ma non sai cosa

Adesso è il momento di fare il prossimo passo, smetterla di procrastinare e prenderti tutto il successo che meriti con il nostro supporto.

Oggi, grazie a decenni di esperienza in vari campi, siamo in grado di garantirti risultati certi e garantiti al 100%, soprattutto grazie alle strategie di Bootstrapping.

Dai retta allo Zio Andrew, Senza impegno vai su questa pagina ora e scopri se in questo momento c’è la possibilità di avere una prima consulenza conoscitiva.

Se sei un po’ fifone e non te la senti di confrontarti con un nostro professionista, perchè ovviamente nel caso in cui possiamo davvero esserti utili ti proporrà di comprare qualcosa…

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