Nell’effervescente panorama dell’imprenditoria, il termine “business plan” non è mai stato così cruciale. 

Ed è per questo che oggi ti prendo per mano e ti accompagno a spiare nelle prestigiose aule di Harvard Business School…

Per farti scoprire la sostanziale differenza tra l’approccio scientifico del business planning all’americana, che viene insegnato con rigore e precisione trasformando studenti ambiziosi in acuti osservatori del mercato – a differenza di chi impara il business plan all’italiana.

Non solo, perchè pur essendo all’avanguardia, persino la Harvard Business School  offre solo una parte del puzzle nel contesto iper competitivo e che cambia rapidamente e repentinamente di oggi.

Nell’articolo che segue, ci immergiamo nel cuore del business planning, esplorando non solo i suoi fondamenti…

Ma anche come andare oltre, trascendendo i classici e un po’ datati insegnamenti di Harvard, per consentirti di raggiungere nuove vette di successo imprenditoriale, ed essere uno dei pochi imprenditori che rientrano in quell’1% di marketer che trasformano le loro idee di busienss in galline dalle uova d’oro.

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Come Harvard batte la Bocconi – e perchè anche in italia funziona meglio il business PLANNING all’americana?

Quando parliamo di eccellenza nel business planning, lo sguardo si volge invariabilmente oltre l’Atlantico.

Mentre noi italiani spesso manco lo facciamo il business plan e ci incaponiamo a partire dalla ricerca del prodotto miracoloso dalla qualità eccelsa…

I nostri amici Yankees ridono alle nostre spalle e ci rifilano schifosissime pizze di gomma, o disgustose crocchette di pollo OGM e sai perchè?

Perchè mentre alla Bocconi stanno ancora li ad insegnarci  teorie vecchie come le ossa di mio nonno sepolto sulle 4 P del marketing, ad Harvard guardano ai mercati di riferimento e scrivono business plan che rispondono ai cambiamenti delle abitudini di acquisto degli utenti.

Così gli Yankees fanno la Grana ANCHE con cucina la scadente, perchè hanno capito ad esempio che c’è un GROSSO mercato che ha bisogno di essere servito velocemente.

E lo so che la cosa è un po’ più complessa di come l’ho messa giù poco sopra.

Ma non cambia il concetto  che all’Harvard Business School ,al posto di perdere tempo per cercare di vendere un prodotto che non ha chiesto nessuno come fanno alla Bocconi… 

Costruiscono prodotti e business plan sulla base dei problemi e dei desideri che il mercato ha manifestato. 

Nello specifico lo fanno insegnando strategie che non solo anticipano le mosse del mercato, ma ne condizionano addirittura la tendenza partendo proprio da ciò che stava cercando.

Le metodologie di Harvard enfatizzano una ricerca di mercato approfondita e l’identificazione di opportunità di mercato non ancora saturate, componenti fondamentali che i business plan italiani in stile Bocconi prendono sottogamba o addirittura ignorano direttamente.

Queste tecniche, raffinate e collaudate, dimostrano come gli americani, con la loro mentalità orientata al risultato e al pragmatismo, abbiano perfezionato la scienza di costruire imprese solide e competitive a livello globale.

E la cosa mi fa abbastanza incazzare…

Perchè nonostante la storia, la cultura e la tradizione che racchiude lo stivale italico, veniamo bissati costantemente da aziende grette nella sostanza, ma succulente e succose come un filetto nella forma. 

Noi italiani dovremmo smetterla di perdere tempo davanti allo specchio con le nostre egomanie – e al posto di menare il torrone al mercato con slogan autocelebrativi per cercare di convincerlo di quant’è buono il nostro prodotto…

Incominciare invece a rilanciare o aprire attività che fanno business planning AL SERVIZIO del mercato.

E per piacere…

Non cadere adesso in quei tranelli bui della mente, che portano molti imprenditori a credere che 

“Se fai un buon prodotto si vende da solo”

Le discariche sono piene di prodotti eccellenti che erano persino stati pubblicizzati con ingenti risorse, come le macchine fotografiche digitali del brand Kodak.

Un business plan che si rispetti, può avere (e ha) sia una strategia di vendita gloriosa e che risponde alle esigenze del mercato; sia un prodotto straordinario e memorabile per i clienti che lo comprano.

Ed è proprio in questo l’intento di questo articolo: darti le strategie più formidabili di business planning per metterti nella condizione di realizzare prodotti straordinari che il mercato VUOLE COMPRARE, per ridere in faccia agli americani, anche perchè…

Anche se U.S.A. batte Bocconi… il modello di business plan di Harvard Business School è VECCHIO per le evoluzioni del mercato odierno – ed è per questo che anche TU puoi diventare ricco se lo vuoi.

Non è gratis e non è facile, nè tanto meno veloce, trasformare in realtà un business plan milionario

Ma grazie all’incapacità di essere al passo col mercato delle univesità migliori al mondo, non ci sono mai stati nuovi milionari come oggi mentre scrivo questo articolo.

La storia imprenditoriale ci ha dimostrato una verità inequivocabile: il mercato non premia i nostalgici.

Harvard, con tutti i suoi meriti, non fa eccezione.

La staticità è un lusso che nessuna istituzione può permettersi, soprattutto in un mondo dove i giganti possono cadere per una manciata di errori strategici.

La vera rivoluzione del business planning, quella che ha creato un numero record di milionari in tempi recenti, risiede nell’adattabilità e nella capacità di intercettare i bisogni inespressi e le opportunità ancora non colte…

Mettendo le persone che compongono il mercato di riferimento nella condizione di  IDENTIFICARSI nel socio operativo che rappresenta l’azienda, o nella persona che è stata selezionata come figura di riferimento aziendale. 

Capire i bisogni inespressi, leggere la domanda nella domanda e fare in modo che le persone  SI SENTANO CAPITE  e si identifichino nei valori di un’azienda che si basa su un business plan solido, non è come la matematica dove 2+2 fa sempre 4…

È una scienza articolata e complessa che mixa le conoscenze accademiche a quelle empiriche dell’imprenditore da marciapiede, che come me ha sulla schiena diversi chilometri di esperienza in diversi settori e in diversi mercati.

Mentre ai tempi di mio Nonno Diego era impossibile avere una cultura accademica senza studiare…

Oggi, con internet, il mondo è piatto e TUTTI quelli che hanno voglia di sbattersi e studiare, posso farcire la loro mente con le migliori conoscenze accademiche di Harvard Business School sul business planning

Quello che però non trovi online è la sensibilità, il tatto, la manualità col mercato, che solo anni di esperienza possono farti avere.

È per questo che oggi è stra colmo di persone venute dal nulla come me, che con tanta voglia di fare hanno imparato ciò che insegnano le università senza frequentarle e hanno realizzato business plan addirittura migliori di quelli che insegnano ad Harvard Business School.

Perchè la fame di conoscenza, unita all’azione e all’esperienza empirica, batte qualsiasi laurea.

Qui, la possibilità di emergere è democraticamente accessibile a chiunque abbia la visione e l’impegno di studiare il campo di battaglia e di adattarsi rapidamente con business planning epici.

E dovresti festeggiare per questo…

Perchè oggi, indipendentemente dalla tua estrazione o background, se hai la determinazione e la strategia giusta, puoi guadagnare un posto nell’olimpo degli imprenditori di successo.

E anzi, tra poco ti mostro TUTTO quello che manca alle boriose guide al business planning delle università più prestigiose al mondo. 

Così anche se hai pochi soldi puoi farlo da solo con l’aiuto questo articolo e altre risorse a basso costo. 

Ci metterai più tempo e ti costerà di più, farai degli errori…

Ma alla fine con le risorse gratuite, TANTA GRINTA e l’aiuto di qualche libro da poche decine di euro come “Che Cavolo Apro” – il primo libro con tutti gli strumenti per capire cosa cavolo puoi aprire tu oggi senza sbagliare. (Se vuoi lo puoi avere per poche decine di euro su questa pagina. ) Riuscirai a fare business planning in maniera concreta e gloriosa, ne sono certo.

Mentre se hai un po’ di budget e vuoi arrivare a diventare un imprenditore di successo che realizza un business plan epico il più velocemente possibile….

Puoi smettere di leggere quel che ti mostrerò tra poco e farti prendere per mano e farti guidare da altri imprenditori che mettono a tua disposizione la loro esperienza…

Devi stare un pochino attento ad affidarti a chi ha davvero delle competenze dimostrabili come me e il mio team, ma se chiederai di essere affiancato su questa pagina, come ogni persona di successo arriverai anche tu a raggiungere i tuoi obiettivi al massimo della velocità come Steve Jobs, Elon Musk o mettici tu il nome che preferisci.

Infatti, se leggi le biografien degli imprenditori di successo, TUTTI, nessuno escluso, hanno avuto qualche mentore durante il percorso.

Ed ora torniamo al focus di questo articolo…

L’elemento mancante nei business plan della Harvard Business School – che manca in tutte le migliori università del mondo

Alura…

Mettiamoci comodi e osserviamo come Harvard Business School disegna il canovaccio su cui noi tessiamo i nostri sogni imprenditoriali, per poi correggere ed integrare con quel che manca.

Non serve che io ti spieghi per intero la struttura del modello di business plan che insegna Harvard Business school, perchè è simile a quello che ho già esposto in maniera espansa in questo altro articolo sempre qui sul mio blog.

Piuttosto, è interessante comprendere cosa rende più avanzato il modo di fare business planning di Harvard Business school rispetto a quello delle altre prestigiose università -e ovviamente quali sono le lacune di questo approccio che vederemo tra poco-…

Per andare dritti al succo, prendo spunto dai 4 punti critici che ha espresso William Sahlman, professore dell’Harvard Business School noto per il suo contributo nel campo dell’imprenditorialità, così da darti un’idea di cosa renda più avanzato rispetto a qualsiasi altro modello universitario quello di Harvard:

Se poni la giusta attenzione e dedichi 4, 5 o anche 6 settimane se necessario, per redare un business plan che ha preso in considerazione queste aree critiche…

Effettivamente sei già molto più avanti di 9 italiani su 10.

Tuttavia, si può sempre fare meglio e come detto in precedenza, ci sono svariate malizie, che solo un imprenditore scafato e navigato come lo zio Andrew (aka io) può offrirti dopo esseresi sbucciato le ginocchia e spaccato la faccia direttamente con la pratica sul campo, cosicchè tu possa evitare di ripetere inutili errori.

Ma non voglio farla difficile ed eviterò inutili complessità per andare dritto al sodo, dicendoti cosa manca ancora al tuo business planning, anche se segui il modello di Harvard Business School.

Ossia…

Manca la visione dell’imprenditore che ha gestito dall’alto tutte e 4 queste aree critiche, che nei documenti di Harvard vengono trattate con un una leggera mancanza di chiarezza.

Ed è per questo che ora ti do 3 pillole per essere ulteriormente avvantaggiato e assicurarti il successo imprenditoriale senza esaurimenti nervosi ed errori da principiante.

Pronto?

  1. Quando si parla di persone…  conta di più è il singolo e non la squadra nel business plan.

Se ti stanno uscendo le palle dagli occhi per quello che ho appena detto, calma…

Sebbene io sappia bene quanto sia importante per la riuscita di un business planning epico il gioco di squadra e il team building...

La verità è che è comunque un elemento secondario.

Perchè?

Perchè la mente umana è predisposta a IPER-SEMPLIFICARE.

Non vuole avere 2 idee…

E nemmeno averne 3, 4 o 5.

Vuole avere la “One Thing”.

Se studi da un po’ imprenditoria, dovresti aver almeno una volta sentito questo concetto.

Il principio della singola cosa.

L’elemento di persuasione fattuale, che permette ai prodotti, alle aziende e ai servizi, come a qualsiasi altra idea o oggetto, che le persone devono comprare…

Di essere preferiti anche a discapito di concorrenti migliori, che però al posto di concentrarsi su un GRANDE e singolo vantaggio competitivo…

Dicono di avere 2, 3, 4 e magari addirittura 10 grandi vantaggi competitivi.

Per quanto sembri assurdo e per quanto sia controintuitivo…

È il motivo per cui probabilmente conosci Madre Teresa di Calcutta e non tutto il suo team…

Questo è il motivo perchè i Guru Da Dubai fanno soldi  facendo lavorare gli altri…

Ed è lo stesso motivo per cui conosci Silvio Berlusconi, ma non i nomi di tutti i manager che facevano funzionare le sue aziende e che su alcuni aspetti, sicuramente, erano più competenti di lui.

Il concetto di personal brand di cui tutti parlano oggi, funziona per questo.

Ed è proprio il trigger di Personal Branding che fa funzionare meglio un business plan, rispetto ad un business planning che non ha questo trigger. 

Per approfondire questo tema, dato che è lungo da spiegare, quanto importante, scriverò un altro articolo, perciò iscriviti alla fine di questo post per essere avvisato quando uscirà.

Ed ora vediamo…

2. Giusto cercare opportunità prima di fare il business plan… MA non quelle che offre il mercato.

Se mi conosci, no, non sono bipolare.

Sono spesso il primo a dire che bisogna partire dal mercato e non dal prodotto, ma non nel senso che bisogna cercare opportunità.

Per spiegarti cosa intendo…

Qualche giorno fa parlavo con un cliente che vorrebbe vendere i finger lime, dei piccoli agrumi che costano un’occchio della testa e che per ora sono prodotti solo in Australia. 

Solito errore…

Vedendo che non li produce nessuno in Italia, è sicuro che avrà mercato perchè non ci sono concorrenti, il che potrebbe essere vero, ma il punto è che parte da delle supposizioni SBAGLIATE.

Si è fatto proprio le domande sbagliate e sta seguendo il modello di business planning difettato di Harvard Business School per fare il suo business plan.

Le opportunità non si trovano nei prodotti, nei servizi e nel mercato inteso come “vediamo se manca la bancarella del pesce al mercato del venerdì”.

E zio pera maiala… no!!!

Le opportunità si trovano nei problemi e nei desideri delle persone.

Il discorso è un po’ lungo…

Ma il succo è che non puoi cribbio santissimo pensare in termini di caratteristiche del prodotto, benefici del prodotto, ecc…

Devi pensare in termini di cosa cazzo cercano di risolvere le persone?

O cosa vogliono esaudire le persone?

Il mercato non è composto da pallosissime aziende…

E nemmeno da noiosissimi prodotti con altrettanto noiose caratteristiche.

Il mercato è composto da PERSONE che hanno delle paure, dei problemi e dei desideri da risolvere.

Li stanno le opportunità…

E non che ci sia la bancarella de pesce o meno al mercato del venerdì.

Itiendes?

E ora vediamo…

3. Bellissimo pensare “al contesto”… Ma sei sicuro di sapere qual è il contesto in cui andresti ad operare tu con la tua idea di business planning?

D’altronde…

Se la maggioranza si perdono al punto precedente e nella ricerca di opportunità, non possono pensare al contesto nella maniera più proficua.

Se solo lo facessero, le percentuali delle aziende passerebbero da un 96,8% che chiudono entro il decimo anno, ad un 96,8% che hanno successo anche dopo il decimo anno.

Scusa il gioco di parole, ma tant’è.

Al massimo se non sei sicuro di aver capirò, rileggi la frase sopra.

Il contesto in cui operi, ancora un volta…

Non è fatto di noiosissime aziende…

Pallosissimi concorrenti…

Nè tanto meno di prodotti e servizi che fanno solo venire la bolla al naso, mentre ci si addormenta in un sonno profondo.

Il contesto in cui operi è sempre fatto di….

Bravo!

Di persone.

Tu devi pensare non a cosa…

Ma contro chi e a chi vendi.

Udite, udite…

Quello è il tuo contesto.

E se hai casci questo, hai fatto 13!!!

Altro che Bit Coin, trading, franchising e palle varie.

Aprire un’attività o rilanciare quella che già hai, diventa la tua vera ed unica autostrada che ti garantisce di portarti alla ricchezza.

Un viaggio intenso, emozionante e appassionante, che puoi iniziare anche senza rischi con la strategia dei lanci in bootstrapping che ti mostro nel libro che Cavolo Apro su questa pagina, finchè è ancora dispobile.

Se sei troppo malfidente per investire un mese di colazioni al bar per imparare, puoi scaricare GRATIS il primo capitolo qui sotto. 

Noi intanto ci vediamo al prossimi articolo…

Non vedo l’ora di trovare la tua Community TARGET insieme a te e trasformarla nella tua prima campagna dal potenziale milionario.

Andrew

Esperto di start up in bootstrapping numero 1 in Italia

 

Autore di:

Il Vangelo del Community Marketing

E altri

 
 

Ideatore del sistema di Community Marketing originale #1

 

“Architetto” dietro la creazione di C.Plan Atomico – la tua cassetta degli attrezzi fatta su misura per te, la tua città, il tuo settore e il tuo business, per fare esplodere il tuo conto corrente a causa degli eccessivi incassi

 

Inventore del Direttore Clienti – Il TUO dirigente semi-automatizzato per educare i TUOI clienti ad eseguire ordini e a comprare mettendosi sull’attenti ad ogni tuo comando