In Italia, la situazione delle aziende e il loro tasso di fallimento dovrebbe preoccupare chi sta cercando le attività del momento, per aprire un bar, aprire un ristorante, o in generale aprire una partita IVA.

Che tu sia un libero professionista, o un neo imprenditore, devi saperlo sin da subito.

Sono tutti bravi a fare i visionari sognatori ad occhi aperti prima di aprire un’attività… Ma…

 

vorrei aprire un'attività ma non so cosa aprire un'azienda aprire un attività aprire un negozio aprire un business aprire un ecommerce

Quando poi bisogna fare i conti con la realtà, dopo 36 mesi chiudono quasi tutti perchè hanno finito i fondi e non fanno abbastanza profitto per tenere in piedi la baracca.

Te hai voglia a parlarmi di crisi dei consumi, di tasse alte e cavolate del genere…

Ma è che queste sono frasi da bar che si dicono quando stai facendo fatica a capire come funziona l’economia e l’imprenditoria in questo momento storico, altrimenti sarebbero falliti tutti, non trovi?

Invece, ci sono anche aziende che hanno aperto pochi mesi fa, o pochi anni fa, che stanno avendo un successo assurdo (alcune delle quali sono nostre clienti).

E se me lo permetti…

In questo articolo ti mostro che nella realtà dei fatti, la maggioranza degli imprenditori chiudono proprio per una mancanza di cultura che li porta a cadere vittime della loro stessa ambizione e della loro stessa avidità. 

Infatti, l’unica ragione per cui le aziende finiscono i soldi e chiudono in pochi anni (spesso in pochi mesi) è che l’imprenditore ha poca cultura di come si amministra il denaro di un’azienda e fa “premature scaling”.

Questa parolaccia americana (premature scaling) significa semplicemente investire TROPPI soldi nella fase iniziale e soprattutto investire troppi soldi sulle cose sbagliate.

E per tua fortuna, mio prode cucciolo di imprenditore, oggi lo Zio Andrew ti mostra…

Cos’è nel dettaglio il “premature scaling”

Perchè è la causa principale del fallimento delle aziende italiane

E come puoi evitare di finirne vittima anche tu. 

Nel 2023, i fallimenti aziendali in Italia hanno visto un incremento del 2,9%, interrompendo una tendenza alla diminuzione osservata per otto trimestri consecutivi a partire dal 2021.

 

Questo aumento si colloca in un contesto più ampio dell’Unione Europea, dove i fallimenti sono cresciuti per sei semestri consecutivi.

🥶I settori più colpiti in Italia sono stati:

🥶I servizi di alloggio e ristorazione, i ;

🥶I trasporti e magazzinaggio;

🥶L’istruzione

🥶La sanità;

🥶E le attività sociali.

Un’altra analisi ha rivelato che, nel secondo trimestre del 2023, oltre 12 mila aziende in Italia hanno chiuso i battenti.

Questo dato rappresenta un incremento dei fallimenti aziendali dell’1,5% e un’impennata del 26,1% nelle liquidazioni volontarie rispetto al periodo precedente.

Le piccole e medie imprese del nord-est e del centro Italia sono state particolarmente colpite, con le ditte individuali che hanno mostrato il tasso di fallimento più elevato “stranamente”.

I settori maggiormente interessati dalla crisi includono le costruzioni, gli alberghi e l’industria.

Inoltre, un’analisi economica ha messo in luce che circa 100mila imprese italiane sono a rischio fallimento, impattando direttamente su 831mila posti di lavoro.

I settori più a rischio includono le costruzioni e i servizi, oltre a specifiche industrie come la gestione aeroporti, la siderurgia e la ristorazione.

Maremma ladra, quando sento dire frasi del tipo:

“Moh mi apro un ristorante che laggente non smette mai di mangiare”

Giuro che mi partono le bestemmie in tutte le 4 lingue che parlo (male). 

Ma tornando a cosa ci dicono i nostri amici numeri…

Questi dati sottolineano l’importanza di adottare strategie efficaci per prevenire il fallimento aziendale e promuovere una crescita sostenibile.

E non lo dico per menarmela…

Ma l’approccio sostenibile è esattamente l’approccio al bootstrapping che lo Zio Andrew cerca di diffondere insieme alla sua azienda

(Nonostante  a me e ai miei soci spesso sembri di parlare con dei sordo muti egomaniaci).

Per lanciare servizi, prodotti e aziende che stanno lontane dalla fottuta tentazione del premature scaling

(di cui sono vittime quasi tutte le aziende italiane che falliscono)

L’unica soluzione sostenibile in un’economia mutevole e volubile come quella di oggi, è appunto l’autofinanziamento.

Ma purtroppo la maggior parte dei neo imprenditori italiani non appena ha due soldi in mano, spende e spande come se quei soldi fossero infiniti.

E indovina?

Ahimè, invece quei soldi finiscono prima ancora che i sogni che hanno spinto questo ragazzuoli in esperti ad aprire un’attività finiscono in discarica o al mercatino dell’usato…

Insieme alle sciocchezze su cui hanno delapidato il budget iniziale questi fenomeni.

Ragazzuoli…

Qua serve un modello di crescita più graduale e sostenuto dalle vendite che può aiutare le aziende a costruire fondamenta solide e a evitare le trappole di una crescita troppo rapida che porta al suicidio.

 

Si ho capito, ma come fanno a cadere nel premature scaling e perchè chi vuole aprire un’attività dovrebbe evitarlo?

Ci sto arrivando appapà…

Il “premature scaling” (come avrai capito) è un fenomeno che si verifica quando un’azienda cerca di crescere troppo rapidamente in assenza di una base solida su cui appoggiarsi.

Questa accelerazione forzata può manifestarsi in diversi modi, tra cui l’assunzione di troppo personale, l’eccessivo investimento in pubblicità prima che il prodotto sia pronto o completamente accettato dal mercato…

Con cadendo vittime della smania d’espansione in nuovi mercati, senza aver consolidato la propria presenza nel mercato di origine.

Cos’è il Premature Scaling?

Il premature scaling è essenzialmente uno squilibrio tra vari aspetti della gestione aziendale, come il prodotto, il team, i sistemi interni, le vendite e la pubblicità.

Quando una di queste aree supera le altre in termini di sviluppo e capacità, l’azienda può ritrovarsi a gestire risorse e aspettative in modo inefficace, portando a una serie di problemi operativi e finanziari.

Perché è un Problema?

Il problema del premature scaling risiede nel fatto che consuma risorse preziose in modo inefficiente.

Ed è proprio per questa inefficienza della gestione del capitale, che il premature scaling porta ad una rapido esaurimento del budget disponibile.

Inoltre, le aziende che scalano prematuramente possono non essere in grado di offrire un valore reale ai loro clienti, poiché il loro focus è spostato dall’ottimizzazione del prodotto e della customer experience, all’espansione aggressiva…

Spesso senza nemmeno avere una reale strategia di differenziazione e monetizzazione, che abbia dimostrato di funzionare.

Alcuni esempi Comuni di Premature Scaling sono appunto:

  • Assunzione Eccessiva: Assumere più personale di quanto effettivamente necessario prima che i ricavi giustifichino tale espansione.
  • Pubblicità Prematura: Investire pesantemente in campagne pubblicitarie prima che il prodotto abbia raggiunto una solida product-market fit (ossia una buona penetrazione del mercato attraverso le pubbliche relazioni e una strategia di marketing solida).
  • Espansione di Prodotto o Mercato Prematura: Cercare di espandersi in nuovi mercati o sviluppare nuovi prodotti prima di avere una solida comprensione e successo nel mercato di origine.

Un’esempio di premature scaling è la nostra cara catena di gelaterie Ghrome...

Le gelaterie Ghrome sono state figlie di una delle mie storie imprenditoriali preferite.

Due ragazzi senza esperienza imprenditoriale (Federico Ghrome e Guido Martinetti) partono nella loro avventura imprenditoriale e lanciano una prima gelateria senza nessuna conoscenza del mondo del gelato…

E hanno anche gran successo perchè la loro strategia di differenziazione è forte, penetrante ed efficacie.

All’inizio fanno tutto giusto…

Ma dopo pochi hanno al posto di espandersi a macchia d’olio in maniera capillare su un territorio in cui erano già conosciuti, come sta facendo il mio amico Davide Roccasalva che ha 3 pasticcerie in Sicilia…

I titolari di Ghrome hanno iniziato ad aprire un negozio quà, aprire un negozio là…

Scegliendo delle località molto distanti tra loro in maniera prematura. 

E casualmente indovina?

Hanno dovuto “svendere” (per 55 milioni di euro, quindi comunque bravi) un’azienda che avrebbe potuto valerne molti, molti di più.

Qual è stato il problema?

Bè…

Pensaci un attimo.

Secondo te è sostenibile gestire un negozio a New York e uno a Torino in maniera finanziariamente efficiente?

Io dico di no, tu cosa dici?

Sembra infatti che questa “folle” logistica fosse insostenibile per un’azienda che per quanto ben pensata in termini di procedure in negozio, doveva continuare a sostenersi con le sue gambe.

Ed è così che una delle più belle storie imprenditoriali dei primi anni duemila si è conclusa con la cessione di un altro pezzettino di Italia all’ennesima multinazionale (UNILEVER), costringendo comunque i fondatori a continuare a lavorarci dentro. 

Un conto è prendere i soldi e “scappare”…

Tutt’altro conto è vendere è dover continuare a lavorare in azienda da dipendente. 

Sei ancora convinto di voler crescere con la foga di chi fa premature scaling o facciamo le cose da persone serie con il Bootstrapping?

Ti assicuro che non è poi così complicato fare crescere un’azienda in autofinanziamento e che non è nemmeno lento come potrebbe sembrare (se non nei primi mesi di avviamento).

E anzi, ecco la strategia per Evitare il Premature Scaling:

  • Validazione del Mercato: Assicurarsi che il prodotto o servizio soddisfi effettivamente un bisogno del mercato e che sia ben differenziato dalla concorrenza (su questo possiamo darti una mano noi se vuoi).
  • Crescita Graduale: Espandere il team, il budget pubblicitario e le operazioni in modo graduale e in risposta a una crescita reale e sostenibile della domanda.
  • Monitoraggio delle Metriche Chiave: Mantenere un occhio critico su indicatori come il cash flow, il customer acquisition cost (CAC) e il lifetime value (LTV) del cliente per assicurarsi che la crescita sia gestibile e sostenibile.

Evitare il premature scaling richiede una gestione attenta e una pianificazione strategica…

Che indovina?

Sono figlie di una cultura imprenditoriale adeguata al mercato di oggi! Altro che crisi dei consumi e tasse alte…

L’approccio al bootstrapping, promuove una crescita aziendale molto più sostenibile, assicurando che l’espansione sia supportata da fondamenta solide e da una comprensione approfondita del mercato.

E se ti stessi chiedendo…

Perchè cavolo molti imprenditori sono egomaniaci e cadono nelle trappole del “premature scaling” quando provano ad aprire un’attività?

Lo Zio Andrew ora ti spiega anche questo, in modo che tu possa trovare l’attività del momento giusta per la tua situazione di partenza, le tue finanze e il tempo che hai disposizione. 

(Ovviamente senza cadere vittima del “premature scaling“.)

Il premature scaling può essere causato da una serie di fattori, spesso radicati nelle decisioni strategiche, nella percezione del mercato e nelle dinamiche interne dell’azienda.

Comprendere queste cause è fondamentale per prevenire gli errori che possono portare a una crescita insostenibile.

Perciò vediamo una carrellata di strumenti che ti faranno evitare di cadere vittima anche tu del premature scaling.

Eccesso di Ottimismo

Una causa comune del premature scaling è l’eccessivo ottimismo riguardo al prodotto o servizio offerto.

Ah… il mio prodott… è il migliore di tutti e quindi si venderà da solo.

Quante volte ho sentito stronzate del genere…

Per diamine, ti prego…

Dimmi che non pensi anche tu di avere il prodotto o il servizio miracoloso. 

Ti prego, evita…

Gli imprenditori possono sopravvalutare la domanda del mercato…

O la velocità con cui il mercato accoglierà il loro prodotto, portando a investimenti prematuri in capacità produttive, pubblicità idiote o espansione del team totalmente ingiustificata.

Pressione degli Investitori

La pressione esercitata dagli investitori per una crescita rapida può spingere le aziende a scalare prima di essere veramente pronte.

Tutti che vogliono avere investitori…

E poi non sanno nemmeno allacciarsi le scarpe.

Maremma ladra!

La cosa peggiore che può capitare ad un neo imprenditore, è proprio quella di convincere un investitore a dargli dei soldi, senza essere pronto per amministrarli e per gestire le pressioni dell’investitore stesso.

Questa pressione per generare ritorni rapidi spesso induce le aziende a concentrarsi su metriche di crescita a breve termine a scapito della sostenibilità a lungo termine.

Ahi, ahi, ahi… Molto, ma molto male figliuoli!

Mancanza di Focus

Un altro fattore che contribuisce al premature scaling è la mancanza di focus sul core business o sul mercato di riferimento.

Cercare di espandersi in troppi mercati o sviluppare una gamma troppo ampia di prodotti senza avere una base solida, diluisce le risorse e l’attenzione, portando a una crescita disordinata.

E sai cosa succede dopo appapà?

Succede che implodi. 

I clienti non capiscono bene qual è l’identità della tua azienda e preferiscono comprare altrove.

Concorrenza e FOMO (Fear of Missing Out)

La percezione di una concorrenza acerrima può spingere le aziende a scalare rapidamente per occupare il mercato o per non restare indietro.

Questo senso di urgenza, spesso influenzato dal FOMO (paura di essere esclusi), può portare a decisioni affrettate di espansione senza una strategia ben definita.

A volte capita che qualche pazzo mi dica di saper fare tutto da solo…

E che dopo qualche mese dall’inizio della sua avventura imprenditoriale, torni con la coda tra le gambe… 

Peccato che abbia quasi finito i soldi e che io non possa più aiutarlo, se non dicendogli di tornare a fare il dipendente, purgare l’anima dai suoi peccati di superbia…

E di tornare a provarci dopo qualche anno con un po’ più di sale in zucca.

Misurazione Errata delle Metriche

La focalizzazione su metriche di vanità, come il numero di utenti registrati o pagine viste, anziché su metriche significative come l’engagement degli utenti o la conversione, può portare a una percezione distorta del successo.

Questo può incoraggiare uno scaling basato su indicatori fuorvianti.

Un po’ come si è sentito di tante ragazzine che volevano “imitare” miss Balocco Chiara Ferragni e incoraggiata da qualche metrica di vanità, hanno contratto debiti per comprare seguitori sui social…

Per poi finire a friggere le patatine per ripagare i debiti.

Mh… Bene, ma non benissimo direi. 

Dai retta allo zio Andrew.

Te concentrati sui clienti paganti e non sugli apprezzamenti sui social…

Che tanto i like non ti mettono il piatto in tavola, sei d’accordo!??

Bene e ora vediamo… 

Le Strategie per Prevenire il Premature Scaling con il Bootstrapping

Come detto…

Il bootstrapping altro non è che l’insieme delle strategie e delle tattiche, per partire con il minimo budget possibile…

E crescere reinvestendo i guadagni generati dalle vendite, mentre costruisci basi solide.

Poi magari ci pensi ad investitori e finanziamenti …

Ma non ti fai dare dei soldi a ca**o di cane, per poi fare spese folli e senza senso.

Prima dimostri che hai le capacità di amministrare un’azienda e soprattutto che la tua idea di business con cui vuoi aprire un’attività funziona.

Poi, DOPO semmai, butti benzina sul fuoco.

Pensa che ho amici imprenditori che hanno fatto diverse aziende di estremo successo…

Eppure quando partono con una nuova iniziativa, anche se hanno i soldi, lo fanno così: in autofinanziamento.

Secondo te perchè?

Perchè con le idee non è mai diventato ricco e di successo nessuno.

Quello che fa funzionare le aziende è la capacità di implementare e di costruire e per quello non servono mille mila milioni, soprattutto nella fase iniziale di un’azienda.

Serve che tu sia capace di attrarre collaboratori e clienti VALIDI e che tu sappia mantenere una relazione profittevole con loro nel tempo.

Facile a dirsi…

Ma fammi vedere che sei capace a farlo, o che ti impegni per imparare e ti garantisco che di soldi e di investitori te ne trovi 1oo volte di più di quelli che ti servono. 

Perciò ecco quello che devi fare per partire in autofinanziamento con le strategie di bootstrapping:

  • Valutazione Attenta: Prenditi il tempo per valutare accuratamente la domanda di mercato e la “prontezza” del prodotto.
  • Pianificazione Finanziaria: Assicurati di avere un piano finanziario robusto che tenga conto dei periodi di crescita e dei possibili rallentamenti.
  • Crescita Misurata: Scala in risposta a indicatori reali di successo e domanda, piuttosto che in anticipazione di questi.
  • Focus sul Core Business: Mantenere un focus stretto sul core business e sul mercato di riferimento prima di considerare l’espansione.

Insomma…

Evitare il premature scaling richiede un equilibrio tra ambizione e prudenza, nonché la capacità di adattarsi dinamicamente alle condizioni del mercato.

Affrontare queste cause con una strategia consapevole ti aiuterà a crescere in modo sostenibile, evitando le trappole di una crescita eccessivamente rapida, in cui cade quasi sempre chi cerca di aprire un’attività.

Ed ora…

Se questo contenuto ti è piaciuto, sappi che lo Zio Andrew e il suo team, hai dimostrato intelligenza e curiosità sufficiente, da farmi pensare che hai i numeri per candidarti a lavorare con noi.

Perciò…

Se vuoi capire in che modo posso aiutarti a lanciare il tuo prossimo servizio, prodotto, o azienda di successo con le potenti e inarrestabili strategie di autofinanziamento

Puoi provare a cliccare qui e chiedere un appuntamento con me o una persona del mio team.

Abbiamo tra le 10 e le 30 richieste al giorno (tutti i giorni) perciò non posso garantirti che ci sia ancora posto anche per te, ma sicuramente se aspetti presto disattivero QUESTO link in cui per ora puoi ancora chiedere un appuntamento.

E ok…

Se sei troppo fifone per incontrarmi di persona, puoi sempre acquistare qui una copia del mio libro, o nel caso tu fossi affetto da sindromi strane di tirchieria, beccarti il primo capitolo a spese mie inserendo i tuoi dati più in basso.

Anche per oggi è tutto, noi ci si vede al prossimo articolo…

Andrew 

Il primo Esperto di lanci in bootstrapping in lingua italiana

Autore di:

Il Vangelo del Community Marketing

Che cavolo Apro

E altri

Asmatico leader della community Che Cavolo Apro (vieni a sbirciare qui su Facebook)

Ideatore del sistema di Community Marketing originale #1

“Architetto” dietro la creazione di C.Plan Atomico – la tua cassetta degli attrezzi fatta su misura per te, la tua città, il tuo settore e il tuo business, per fare esplodere il tuo conto corrente a causa degli eccessivi incassi

Inventore del Direttore Clienti – Il TUO dirigente semi-automatizzato per educare i TUOI clienti ad eseguire ordini e a comprare mettendosi sull’attenti ad ogni tuo comando